Conversazioni quotidianamente angeliche

Proprio sotto casa mia, una piccola pasticceria dalle pareti verde mela, aperta da poco da due fratelli pugliesi, è luogo di gaudio per assaporare una sfoglia con la chantilly fresca del momento: la coda di aragosta. Entrando e guardando il bancone, lì per lì non si comprende come mai ci siano esposti solo qualche vassoio con qualche pasticcino 5 o 6 pezzi anche meno… Vincenzo prepara espressamente il pasticcino su misura per TE e per questo motivo nel posto non si trova neppure l’orologio, Giuseppe TE lo serve con gentilezza.
Bene, in questo posto, l’altra mattina, appena entrata per il mio pasticcino di gaudio, una vecchina simile a quelle delle fiabe mi ha rivolto la parola chiedendo se fosse il mio il profumo che sentiva. Io mi esalto un po’ pensando che finalmente avevo fatto un buon bucato con l’intento di ridurre inquinamento marino, poco detersivo…garantisce poco profumo, grazie alla festa dei Microorganismi Effettivi. La vecchina si avvicina, annusa il capo profumato e dissente. Rifletto, mi sposto trascinando la mia aura con me mentre sento la signora sussurrare: “odore di santo”. Mi volto, le appoggio una mano sulla sua spalla sinistra con un gesto rapido e familiare e mi inchino per avvicinarmi a lei e dirle: “capisco”, pensando a tutti gli aromi di Buona Vibrazione che si possono fiutare in certi luoghi. Ricordo un odore fortissimo di Violetta una notte alle 3.00 valicando in auto il Colfiorito poco dopo il terremoto o quella sensazione di pace e di odore cristallino rosato in prossimità di Maria su certe colline marchigiane o bosniache. Contavo su qualche pettegolezzo spirituale da condividere con la signora. Costei mi anticipa, mi guarda con l’occhio interno e mi dice con serietà: certo che lei è molto protetta! ecco di chi è l’odore che ho sentito”. Sorrido consapevole e le chiedo come si chiama, lei: ” Maria Concetta!”, mi avvicino ancora un po’ e le dico: “io, Maria Consolata” e ridiamo insieme, lei aggiunge: “mi chiamano Gioia…io sono sensitiva, non una medium!”; allora anche io le dico la stessa cosa…circa.” Solo che fumo” – sottolinea lei – “e così questo un po’ riduce la mia sensibilità”.

Le volevo offrire il caffè e non ho fatto in tempo me l’ha offerto lei.violette_16