Dove sei? 6.8.14

Sono ospite in una dimora di una famiglia che mi sembra di conoscere da sempre. In cucina, sto preparando la borsa termica per noi, vedo entrare nella stanza Donald, un bellissimo giovane di quattordici anni, ha gli occhi blu oltremare e la labbra rosse come ciliege. Entra silenzioso, si siede e sento un leggero fruscio di ali…quelle di aquila quando si raccolgono a riposo dopo aver solcato luoghi e combattimenti. Scarabocchia con la mano sinistra e si tiene ricettivo, sensori sulle scapole alate.
imagesC – Vuoi mangiare qualcosa? (pensavo di andarmene ma quel silenzio mi è parso rumoroso).
D – No, grazie.
C – Come è andata ieri sera?
D – Bene.
Mi avvicino e mi siedo accanto a lui e connetto per verificare cosa serve. Ricalco il silenzio il respiro e lo stato d’animo. Passano così alcuni minuti.
D – (Si riempie i polmoni di aria).
C – Come stai?
D – Bene.
C – Come fai ad accorgerti quando stai bene?
D – Quando non ho pensieri.
C – Come ti accorgi quando stai male?
D – Sento male ovunque.
C – Com’è? punge? schiaccia? opprime?
D – Opprime.
C – Se sapessi che non è tuo, lo restituiresti?
D – (Lieve sollevamento dell’angolo destro delle labbra… silenzio).
C – Senti se ti danno sollievo questi bars, sarebbe meglio da sdraiato.
Donald si allunga senza esitazione sul divano mentre gli metto un cuscino sotto le gambe e uno sotto la testa e comincio a far scorrere i bars. Scorrono ad una certa velocità.
D – Ho capito una cosa.
C – Cosa?
D – Che è proprio la realtà ad essere così?
C – Così come?
D – Triste.
C – Se ti proponessi altri modi, ti potrebbe interessare?
D – Si… (silenzio).
C – (con le dita sulle barre dietro alle orecchie) ti ho visto combattere da prima che nascessi.
Che idea hai della vita senza combattere?
D – Una vita sprecata.
C – Ti mostro degli strumenti, mi dai il permesso? ad esempio, questi bars oppure farsi domande senza rispondere: cosa mi occorre? quali infinite possibilità? lasciati sorprendere.
D – Mi ha sorpreso una risposta.
C – Me la vuoi dire?
D - ESSERE QUI.
C – Cosa occorre?
D – L’amore.
C – Bentornato, Donald. Come ti accorgi che sei qui?
D – Lo so.
C – C’è il respiro…?
D – Si.
C – Come è per te avere i piedi sulla terra? è possibile? c’è il respiro, i piedi per terra, c’è la tristezza e c’è l’amore.
Ora due lunghe lacrime scivolano lungo il volto di Donald da entrambe gli angoli esterni degli occhi.
D – Posso farlo da solo?
C – Si, ma te lo devo insegnare
Suona un cellulare.
Donald si alza in piedi e mi dà un abbraccio  stretto stretto di slancio e mi dice: grazie.