Punti di vista sul pellegrinare

Ci sono tanti motivi per andare in pellegrinaggio, il mio preferito è di natura spirituale, diversa da religiosa, sento una sorta di chiamata che mi porta lì…lì non è solo la Bosnia, Loreto, o Assisi, lì è anche un angolo del Colfiorito; una montagna a piedi del mare marchigiano; un paesino di cui non ricordo il nome in Toscana;  il monte Le Morne di Mauritius. Luoghi dove mi ci ritrovo un po’ per Caso e molto perchè mi sento spinta, mossa o chiamata. Quando sono lì, mi pare di essere una radio che ripulisce le frequenze delle sue onde…confuse, mischiate e le risintonizza con quanto trova lì. Gradi di compassione o luce con sfumature e profumi dversi, doccine lenitive. Pellegrinare per me è anche fare visita a un’anima amica e stringerla a sè e ricevere il suo abbraccio. Sapere che là troverai oggi ciò che ti serve per il passo successivo e quest’attività accade anche in città mentre mi sposto da A a B.
10404189_634947163278395_3687501786427722784_nIn una conversazione sul pellegrinare con un sensibile Don, ricordo che mi disse, con una punta di disappunto: “molti vanno in pellegrinaggio per fare turismo. Ribattei forse troppo veloce: “ma Don che le importa di quale sia il motivo che spinge loro, di fatto ci arrivano e per quanto…, il contatto con quelle Energie, li attraversa aldilà delle loro intenzioni e chissà poi che altro accade? Sorrise con una gentilezza tutta sua.  Lo stesso mi fece l’onore di convocarmi per domandarmi qualche informazione a proposito di costellazioni familiari e Vangelo. Mi disse: “se invito in CHI è SA a leggere il Vangelo non viene nessuno, magari verrebbero a costellare…! Coraggioso Don al punto da lasciare la tonaca e mettere su la sua famiglia reale, moglie e due gemelli. Che gioia! Ci è stato annunciato con molta Grazia che non è più necessario esiliarsi nei boschi, senza famiglia, in totale povertà per restare in contatto con la Voce interiore.

Libero Arbitrio

I viaggi dell’ultimo momento; i biglietti del treno fatti al distributore che eroga solo fino a una certo paese svizzero. Il biglietto interno occorre comprarlo una volta varcato il confine, direttamente sul treno.
La felicità di mio figlio è evidente. Andiamo a trovare i nostri amici del cuore, come la scritta sul cuscino della stanza che ci ospita: “happiness is having a large and lovely family in another country”.
Il treno è semivuoto, lindo e pulito come di un treno nuovo e la luce degli spot va e viene come di un treno anziano… tuttavia considero con attenzione il via vai della luce, è sempre fonte di qualche indicazione sottile.

Si presenta un capotreno donna, magra coi capelli neri corti lisci, gli occhi un po’ segnati e il colore dell’incarnato che va sul verdino, è  scontrosa come quando si ha una ferita che duole. Compro da lei il biglietto della tratta interna e le porgo dei franchi. La signora si allontana per cambiare i soldi e darmi il resto e al ritorno…mentre si avvicina, le domando a bruciapelo: “signora, come mai va via la LUCE?”, lei , alza gli occhi come per sorvolare il perimetro cubico del nostro vagone e non risponde. Subito dopo, mi dice. “mi scusi, non mi sento bene” e si allunga sul sedile accanto al mio. Sollevo e appoggio le sue gambe sul tavolino difronte alla sua seduta in silenzio. La tengo d’occhio. Osservo il respiro della pelle, la consistenza della mano, del collo e verifico al mio interno cosa serva.

All’improvviso mi vedo in una immagine rapida, con la signora in braccio che la conduco in un luogo di guarigione. Coloro che mi accolgono là, cinque o sei PRESENZE, scuotono la testa con simbolica rassegnazione, ritorno quindi velocemente in me e mi volto verso la signora per verificare come sta. Per un istante è morta. Non ne ho alcun dubbio – le grido: signora! e poi ancora signora! e solo quando le prendo la mano con la mia, la signora  torna ad animarsi.
Le sussurro, dopo averle gridato la sveglia: “mi dice che cosa le fa venire così tanta voglia di morire? Vuole vivere o vuole morire? Lei è già andata, se lascio la sua mano, se ne va; se sceglie  di vivere me lo deve dire a voce alta, serve il suo permesso per incorparsi”.

La inondo di parole senza esitazione e con fermezza. La signora scoppia in lacrime e mi racconta cosa le sta accadendo e si, sceglie di vivere. L’aiuto a rientrare meglio in Sè, riparazioni e integrazioni sottili, restituzioni di pezzettini di ESSERE e intanto riprende colore in viso, ritorna anche la sua dolcezza innata, così la percepisco. Il treno si ferma e lei si alza per adempiere il lavoro che non ama. Quando il treno riparte, torna da noi e continuamo la integrazione. Le faccio notare che nel treno semi vuoto, si è messa accanto a noi, nel vagone dove andava via la LUCE…per me naturale segnale di ASCOLTO.

In tutto ciò, mio figlio, ci chiama solo quando siamo quasi arrivati alla nostra destinazione. La signora si alza, rinvigorita e dice: “fate con calma, il treno non riparte se non lo dico io”. Raccogliamo le nostre valige e scendiamo dal treno. Un saluto grato con abbraccio con la signora. Mio figlio: “mamma, almeno hai finito? ci hai messo meno del solito…pensa – aggiunge con le sopracciglia inarcate, la testa reclinata di lato e le labbra semiserrate in un sorrisetto  a sottolineare la faccenda – che fortunata che è stata… e – rallentando il ritmo delle parole – avremmo dovuto far fermare il treno, chiamare l’autoambulanza…mmh!

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La coincidenza, il piccolo treno che si inerpica dal lago verso le montagne,  si arresta nel mezzo di un crinale  innevato e boscoso. Stavo riprendendomi dall’esperienza appena vissuta, con la testa appoggiata al sedile e gli occhi chiusi, mi scorre un’altra immagine interiore: mi vedo camminare accanto al treno a piedi. Pochi istanti dopo, nella realtà, arriva il capotreno e ci informa che il treno è deragliato. Ci invita a scendere dal treno ed è interessante osservare come alcuni uomini adulti accanto a me si attivino per mettere in “salvo” la me/signora con figliolo, noto l’istinto e la cura di porci in salvo. Mi prende in braccio un signore robusto  per scendere dal treno e porta le mie valige, “it’s my pleasure”, rassicura, visto il mio imbarazzo seppur contenuto. Il deragliamento è minuto ma la consistenza che poteva andare diversamente è magna. In quell’avvallamento nevoso in quota, soggiungono note musicali da una fattoria apparentemente abbandonata, mah, surreale, sono attonita anche se attenta alle magie della vita.
Un altro treno  viene a raccogliere la manciata di umani che familiarizzano fra loro nella perplessità.
Mio figlio, sintetizza: “certo mamma oggi…adrenalina, davvero, adrenalina e,  eh, si, Dio esiste!”.
Dopo tre giorni, ci siamo ritrovate sul treno, con la signora/capotreno come vecchie amiche e con più vigore nella conversazione, ci viene incontro radiosa dicendoci: “mi guardavo in giro sperando di trovarvi”.
Una festa!

 

Il sale della terra – film

“il sale della terra” un film di Wim Wenders che narra l’opera di
Salgado con l’energia di sua moglie e dei suoi figli.
Una lettera d’amore al pianeta, un calligrafo della luce, che
percorre vie inarrivabili come Osservatore.
Forse fuori resta tutto uguale, lui, Osservatore, raccoglie le forze umane in tante sfaccettature e gradazioni per arrivare al vettore d’amore che crea la natura, la terra, la Genesi…riGeneSI.
Un’opera lenta e nitida narrata con la qualità dell’Osservatore che osserva, senza rifiuto, senza giudizio, senza aspettativa e che confida con costanza nell’essere umano e nella terra.
Senza lo sviluppo di quelle qualità, a quelli come noi, viene da piangere “senza” sosta.

Operare con la LUCE

Cosa significa Operatore di Luce?
Ci sono persone che sentono costantemente un contatto con Qualcosa di più grande che è nello stesso istante dentro, nel cuore di solito e fuori tutt’intorno. A volte questo Qualcosa sembra suggerire direzioni e comprensioni. Da questa Fonte ho cominciato a fare esperienza di come funziona il pensiero quando immagina o percepisce la LUCE.
Vi invito a usare la Luce chiamandola: “Luce, per favore” oppure solo LUCE LUCE LUCE e visualizzare o percepire un raggio di luce bianca che attraversa tutto quello che desiderate pulire, curare, riparare. Puo’ essere una persona mentre è attraversata da una corrente da riequilibrare definita dagli umani Malattia, oppureluce solare una situazione; una città; una cosa.
Inviate la Luce da una fonte esterna….come se venisse dal Cielo e create una bolla o un corridoio luminoso dove inserire la persona malata, o la situazione. 
E rimanete per almeno 16 secondi/un minuto. Mentre mantenete l’attenzione su quello che serve, potreste essere stupiti da altre informazioni e immagini che si manifestano. Osservate come la situazione possa migliorare sotto quella LUCE e poi lasciate andare. Sul piano terrestre la guarigione potrà manifestarsi in modi a cui non avevato pensato (data la limitatezza del cervello se lo si utilizza come una macchina che risponde meccanicamente a uno stimolo senza SCELTA)

Esempi di Luce inviata:

  • IMPORTANTE inviare la LUCE a se stessi prima di tutto, al mattino,
  • ALL’ACQUA, AL PIANETA
  • all’automobile mentre guidate
  • a una persona cara in difficoltà fisica o emozionale
  • a una casa, un oggetto, al DENARO per pulirlo e ringraziarlo.
  • ai vostri figli vicini e lontani: a scuola, all’Estero
  • al cellulare o al computer per dargli una pulitina energetica
  • e ad aspetti più dettagliati: le cellule, il sistema nervoso, la serratura che non si apre… ecc.
  • PIU’ di tutto, inviate la LUCE con altre persone,  in gruppo, allineate per orario: un minuto ogni mezzora INSIEME ognuno da casa propria alla situazione o persona che necessita di RICEVERE, anche per  agevolare il morire con più grazia. (lasciare il corpo)
  • Il resto è FEDE quantica
    INVIARE LA LUCE BIANCA COME L’AMORE INCONDIZIONATO è PERMESSO DALLA LEGGE DIVINA CHE REGOLA IL LIBERO ARBITRIO

Conversazioni quotidianamente angeliche

Proprio sotto casa mia, una piccola pasticceria dalle pareti verde mela, aperta da poco da due fratelli pugliesi, è luogo di gaudio per assaporare una sfoglia con la chantilly fresca del momento: la coda di aragosta. Entrando e guardando il bancone, lì per lì non si comprende come mai ci siano esposti solo qualche vassoio con qualche pasticcino 5 o 6 pezzi anche meno… Vincenzo prepara espressamente il pasticcino su misura per TE e per questo motivo nel posto non si trova neppure l’orologio, Giuseppe TE lo serve con gentilezza.
Bene, in questo posto, l’altra mattina, appena entrata per il mio pasticcino di gaudio, una vecchina simile a quelle delle fiabe mi ha rivolto la parola chiedendo se fosse il mio il profumo che sentiva. Io mi esalto un po’ pensando che finalmente avevo fatto un buon bucato con l’intento di ridurre inquinamento marino, poco detersivo…garantisce poco profumo, grazie alla festa dei Microorganismi Effettivi. La vecchina si avvicina, annusa il capo profumato e dissente. Rifletto, mi sposto trascinando la mia aura con me mentre sento la signora sussurrare: “odore di santo”. Mi volto, le appoggio una mano sulla sua spalla sinistra con un gesto rapido e familiare e mi inchino per avvicinarmi a lei e dirle: “capisco”, pensando a tutti gli aromi di Buona Vibrazione che si possono fiutare in certi luoghi. Ricordo un odore fortissimo di Violetta una notte alle 3.00 valicando in auto il Colfiorito poco dopo il terremoto o quella sensazione di pace e di odore cristallino rosato in prossimità di Maria su certe colline marchigiane o bosniache. Contavo su qualche pettegolezzo spirituale da condividere con la signora. Costei mi anticipa, mi guarda con l’occhio interno e mi dice con serietà: certo che lei è molto protetta! ecco di chi è l’odore che ho sentito”. Sorrido consapevole e le chiedo come si chiama, lei: ” Maria Concetta!”, mi avvicino ancora un po’ e le dico: “io, Maria Consolata” e ridiamo insieme, lei aggiunge: “mi chiamano Gioia…io sono sensitiva, non una medium!”; allora anche io le dico la stessa cosa…circa.” Solo che fumo” – sottolinea lei – “e così questo un po’ riduce la mia sensibilità”.

Le volevo offrire il caffè e non ho fatto in tempo me l’ha offerto lei.violette_16

1 euro per scoprire chi Sei

A Senigallia, una cittadina sul mare che pare una quinta di teatro. Invitata dalla mia collega smovey coach Beatrice Ramsauer a presentare gli SMOVEY durante il seminario di Italo Cillo.
Sono partita da Milano, come altre volte, all’avventura, mossa da quella bussola interna che mi orienta in grazia; non avevo mai incontrato Beatrice, avrei condiviso con lei viaggio e stanza e neppure conoscevo Italo e la sua famiglia (per una volta non parlo del treno). Ho trovato una donna svizzero-emiliana di una simpatia ed un entusiasmo contagiosi e un seminario tenuto da una persona gentile, umile e chiara: Italo. Così ringrazio a mia volta per l’occasione di incontrare nuovi modi di migliorarsi.
Per me, di approccio cristico-costruzionista, trascorrere 4 giornate di ritiro buddista è stato meraviglioso e utile, non solo per far conoscere il magico mondo di benessere degli anelli smovey, ma anche per sentirmi parte della bellezza umana…quando la si accetta!
Trovo sempre interessante notare quanti punti di vista si colgono intorno al denaro…e mi domanderete – e ora che c’entra il denaro? – Nei corsi di crescita di natura spirituale, il denaro è percepito a volte in modo un po’, direi imbarazzante, come se fosse vergognoso doverne fare uso. Almeno questo è quello che a un certo momento ho percepito in aula, forse una distorsione ideologica dell’esperienza denaro. Vabbeh, difatto mi sono chiesta se aveva utilità aprire bocca per condividere una pratica per familiarizzare con il denaro, un insegnamento buddico canalizzato da Emiliano Soldani, quello che scrivo lo potete discernere solo col vostro senso interno ; – ).
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L’esercizio, che metterei nei metodi, ovvero nelle azioni pratiche che ci rendono maestri delle nostre vite, è il seguente: destinate ogni giorno una cifra da riporre in un posto e che userete in un secondo momento,  può essere 1 euro; ogni sera prendete tra le mani la moneta e quelle che si aggiungeranno, ringraziatele per averle guadagnate onestamente, e dite loro: vi userò SOLO per quello che vuole la mia anima: creare, contemplare e condividere sono le attività preferite dalle anime. Un certo giorno avvertirete un moto che vi porterà ad utilizzare quel denaro come richiesto dall’anima e così facendo, vi garantirete nuovo denaro per esprimere chi siete veramente.
L’effetto di questo contributo è che alcune persone mi si avvicinarono, – Serena, vero,  ho sentito bene,  ti chiami Serena? – mmh, veramente mi chiamo Consolata. Una deliziosa ragazza con cui abbiamo inscenato una costellazione spontanea sul denaro. U
n signore albanese di rara eleganza,  – la ringrazio molto, sa, io le conosco tutte queste cose ma sentirle da una bella signora bionda che si alza in piedi per dirlo!

Guerrieri della luce

Sono tutte le persone che sanno di fare la differenza con la volontà e la scelta quotidiana di ESSERCI e risvegliare per radianza e consapevolezza i cuori di altri esseri umani. Le qualità del cuore: gioia, umiltà, onestà, fiducia, humour, empatia, serenità, armonia, pazienza, apertura, coraggio, saggezza, pacificità, ricettività, dedizione, tolleranza, gentilezza, chiari intenti, collegamento, sicurezza di sé, calma interiore, facoltà di perdonare, amore incondizionato, facoltà di comunicazione, apprezzamento dei valori, avendo cura del proprio cuore.

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Da giovinetta ho trascorso qualche mese a Londra, pur non sapendo esattamente cosa potesse significare, sapevo di dover respirare nel cuore quando mi trovavo nei luoghi pubblici e affollati come la metropolitana londinese; solo molti anni dopo ho scoperto che la presenza di sé nello spazio del cuore genera una vibrazione misurabile da certi rilevatori elettronici; allo stesso modo le persone che si ascoltano e parlano da tale spazio amano senza confondere un’emozione di attaccamento a un’immagine interiore con il vettore amore – la forza - quella che cambia il mondo, quella che ascolta senza giudizio, che vive nel presente.
Che si sviluppa ESSENDO.
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Suggerimento verticale: Emisfero Destro

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Cambia – menti

Dal momento che il cambiamento richiede il giudizio per determinare cosa cambiare, il giudizio è l’unica cosa che ci ferma. Allinearci o resistere è la polarità di questa realtà. Se stiamo nel permetterci…cos’altro è possibile?
Chi sono oggi? Se fossi me stessaAltwis-20131027-00724 chi sarei? Che contributo sono? (Access Consciousness)

Il cambiamento odierno attiva il passaggio ad un livello di consapevolezza più evoluto: scrivere, leggere, fare calcoli, utilizzare il computer sono capacità basilari che devono essere integrate ad altri strumenti per poter accedere ad un livello cognitivo superiore che permetta di apprendere altre abilità, di integrare nuove informazioni da analizzare e sintetizzare in modo diverso. Apprendimento trasformativo che ci pone relazione con la nostra intelligenza interiore. (A.Zanardi).
Una buona nuova abitudine è farsi domande lasciando aperta la mente a nuove prospettive che si formano nel presente. In che modo? cosa serve adesso? sono spunti per individuare e codificare segnali nuovi.
Ho sviluppato una piccola attività creativa che è fucina di molti meccanismi aziendali. Aggiornare la visione, i processi, individuare i bisogni, orientare l’intento al risultato che desidero conseguire.
Appunto…, come? Per mesi andando a dormire e facendomi la domanda: cosa serve? qualcosa che serva? Qualcosa che faccia stare bene. Una vera sorpresa trovare gli anelli verdi, swing, move and smiley SMOVEY un prodotto lontano dalla carta (la mission principale) ma vicinissima alla vision della mia vita: aumentare la frequenza vibrazionale di cellule, corpi e cuori in ogni maniera per stare sempre meglio di così. Ho sempre avuto fiducia nella capacità di reinventarmi soprattutto dopo aver sentito, un giorno, il direttore internazionale di una delle più imponenti aziende storiche italiane darmi un monito con una cadenza simpaticamente argentino/russa, a me in procinto di partire per la Francia per un lavoro: “i francesi sono meno elastici di quanto si immagini; gli italiani piuttosto sono in grado di reinventarsi la pipi ogni mezz’oretta”. Agevolando di molto la necessità attuale di fare cambiamenti per tornare nella propria qualità di flessibilità e creatività.

 

Blog

Blog. Diario in rete, web-log…blog. Non sono molto informata, nè avvezza.
Ci sono anche altre voci nel menu e qualche categoria…
Ho apprezzato l’azione spontanea di Linda di prepararlo e metterlo in rete per condividere quanto, nel corso di questi anni, mi è stato spesso chiesto. Scrivi, condividi, racconta le cose che ti accadono, eccomi qui.

cioccolato

Trovo interessante il rullo del blog che non tiene fissa l’informazione ma continua a farla scorrere da un presente a un altro. Mi fa pensare alle opere di Dieter Roth (Hangar Bicocca) di cioccolato o zucchero pensate per durare in modo temporaneo ed essere godute solo da chi è stato presente in quel momento…che dura un po’. Gli altri si occupano di altro, che bellezza!